10 tesi del prof Roncaglia a Now 2018 - BussolaScuola

Di ultima pubblicazione

sabato 3 marzo 2018

10 tesi del prof Roncaglia a Now 2018

10 tesi del prof Roncaglia a Now 2018

  • tesi 1: innovazioni del digitale organizzazione dei contenuti (multicodicalità, interattività, non-linearità)
  • tesi 2: i contenuti digitali sono prevalentemente brevi e frammentati (alta complessità orizzontale, bassa complessità verticale)
  • tesi 3: il digitale NON è “naturalmente” granulare
  • tesi 4: gli studenti di oggi vivono in un etá della frammentazione
  • tesi 5: riconquista della complessità come bisogno formativo
  • tesi 6: servono anche contenuti di apprendimento complessi e curricolari
  • tesi 7: storytelling (narrazione) come strumento didattico per ricostruire complessità
  • tesi 8: i contenuti granulari come integrazione e approfondimento
  • tesi 9: l’auto-produzione di contenuti granulari solo come integrazione di contenuto curricolari e complessi
  • tesi 10: alla scuola serve digitale forte, non digitale debole
#diecitesisuldigitaleascuola
#now2018
Per riferirsi agli strumenti utili allo studio non si parla solo di testi scolastici ma, più in generale, di risorse di apprendimento (digitali e non) costituite da due differenti tipi di contenuti:
 granulari e integrativi: che completano il processo di apprendimento, come siti web il cui contesto esterno conferisce loro un ruolo del processo informativo;
 strutturati e curriculari: come i libri di testo che hanno l’obiettivo di una copertura curriculare
Il web è passato da semplice strumento per carpire informazioni, a principale luogo di produzione e scambio di contenuti che, tuttavia, giungono come aggregati d’informazione, frammentata e superficiale. In questo modo i luoghi tradizionali dell’informazione complessa perdono d’importanza. Ecco perché la scuola e l’università dovrebbero insegnare a costruire complessità dall’informazione generale.
Sono emerse alcune ipotesi per gestire tale compito:
1. Con Internet che entra a far parte della didattica formale, si elimina la necessità di una risorsa curriculare e strutturale. Basta il docente che poi sceglie con gli studenti le risorse granulari.
In realtà in rete la maggior parte delle risorse sono granulari, hanno un basso livello di complessità verticale e grande complessità orizzontale (fatta di commenti, relazioni ecc.);
2. Una seconda ipotesi sostiene che non bastano le risorse granulari, ma servono risorse di cornice che danno idea del percorso complessivo. Queste risorse possono essere prodotte dai docenti stessi e sfruttare la condivisione dei contenuti in rete, ma rivela due problemi:

 Spesso i docenti non vogliono sottoporsi al giudizio di esterni, così le risorse da loro create non sono visibili dall’esterno. È un paradigma inconcepibile per la scuola pubblica che ha bisogno della validazione dei contenuti.
 Per creare questi nuovi prodotti destinati alla didattica occorrono competenze editoriali non previste nelle competenze dei docenti.
3. La terza soluzione è un compromesso tra le due precedenti: la presenza delle risorse granulari non esclude quelle curriculari, ma c’è bisogno di un filo conduttore forte a collegarle. Inoltre, entrambe richiedono cura editoriale e nuove professionalità.
La tecnologia non impoverisce l’insegnamento, lo rende, al contrario, un’attività sociale e condivisa, ma non è ancora possibile eliminare la figura del docente. Si verifica uno spostamento del baricentro da quest’ultimo, che è stato tradizionalmente considerato
l’unica fonte di sapere, ad altre risorse. Così il libro non è scalzato dall’e-book, ma diventa uno dei coprotagonisti della «nuova narrazione multimodale»
Roncaglia
Multicodicalità, la presenza di diversi codici integrati nel testo, al posto del semplice codice scritto e lineare http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2013-11-22/la-morte-scrittura--131814.shtml?uuid=ABLSJ2e
Contenuti digitali: alta complessità orizzontale, bassa complessità verticale https://ilmanifesto.it/curvature-digitali-e-biblioteche-vive/
 «nel mondo digitale – spiega Roncaglia – c’è una prevalenza di contenuti brevi e poco strutturati (mail tweet, post, sms), collegati variamente tra loro con una grande complessità orizzontale ma con scarsa complessità verticale. Spesso si dice che il mondo digitale è naturalmente granulare ma non è esatto; c’è molta complessità come nel mondo analogico, è che il primo è molto più giovane. In un certo senso chi si porta dietro l’eredità della forma-libro – articolata e complessa nella organizzazione dei contenuti – è il soggetto che può lavorare meglio di altri alla riconquista della complessità anche nel mondo digitale».
Digitale a scuola: forte o debole? Strategie e politiche per le risorse di apprendimento digitali. Intervento al convegno 'Uno, nessuno, centomila', SNS - Pisa, 9 novembre 2013 https://prezi.com/auq8azfpa_-g/digitale-a-scuola-forte-o-debole/


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